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CITATION: PELLIZZI, B. 2007 Hemitragus jemlahicus. Species Online Atlas. www.speciesonlineatlas.org 

 

 

 

Hemitragus jemlahicus

 DISTRIBUTION: Pakistan, China, India, Nepal, Bhutan, New Zealand (introduced)
TEXT VERSION: 1.0

TRANSLATION: ----

PHOTOS: PELLIZZI, B. 2006

EDITOR:

 

TAHR DELLA HIMALAYA

Specie originaria della catena Himalayana. Il limite occidentale sembra essere a ovest del Banihal Pass, nella catena del Pir Panjal, in Pakistan, mentre il limite orientale si trova nel Bhutan centrale. E’ un caprino dalla struttura anatomica compatta, con altezza al garrese che varia tra 90 e 110 cm nei maschi e non supera i 90 cm. nelle femmine. Ha zampe corte e potenti, con lunghezza media del metatarso di 35 cm nei maschi e 32 cm nell’altro sesso [1], adatte a un ambiente con notevoli asperità del terreno e forti pendenze.

Dimorfismo sessuale fortemente accentuato. I maschi adulti possono raggiungere il peso di 140 kg, hanno una folta criniera di oltre i 30 cm. di lunghezza, che inizia a svilupparsi dai 3 anni di età, e la cui colorazione può variare dal biondo al bruno scuro. Le femmine adulte raggiungo i 70 kg di peso ed essendo prive di criniera possono essere confuse con maschi subadulti di 2-3 anni. Rispetto agli altri Caprini le corna del tahr presentano uno scarsissimo dimorfismo sessuale, quindi nei maschi non vengono utilizzate come arma ritualizzata indicativa del rango gerarchico.

Lungo il versante orientale della catena himalayana il tahr si ritrova tra 3800 e 4850 m [2], spostandosi tra la zona di margine del bosco di conifere e la fascia superiore caratterizzata da vegetazione subalpina, dominata da arbusteto basso di rododendro [3].

Le femmine, fortemente filopatriche, vivono in branco con i cuccioli e i giovani immaturi. I maschi adulti conducono vita solitaria e mostrano una mobilità superiore alle femmine, spostandosi anche da una valle all’altra. I contatti tra i branchi femminili e i maschi adulti avvengono esclusivamente nella stagione degli accoppiamenti (Nov. – Dic.). Il periodo dei parti è concentrato in maggio dopo una gestazione di circa 180 giorni, un solo piccolo all’anno sembra essere la regola [4].
 

 

TAXONOMY

Kingdom: ANIMALIA

Phylum: CHORDATA

Class: MAMMALIA

Order: ARTIODACTYLA

Family: BOVIDAE

Genus: Hemitragus

Species: Hemitragus jemlahicus

Authority: (Smith, 1928)

 

 Conservazione: 

Il tahr della Himalaya dal 1996 è stato classificato dal Caprinae Specialist Group specie Vulnerabile e rientra nella lista rossa della IUCN. Nel 1904 alcuni esemplari sono stati introdotti nella South Island in Nuova Zelanda per fini venatori, assieme al camoscio alpino Rupicapra rupicapra. Nell’isola le due specie competono fortemente per la selezione dell’habitat e riescono a coesistere solo laddove le concentrazioni di tahr sono più basse [5]. Negli anni ‘70 la popolazione di tahr dell’isola oscillava tra 20.000 e 30.000 capi; mentre nella regione Himalayana l’areale era continuo e i tahr erano presenti in tutte le valli, sia principali che secondarie. Poi, dagli inizi del 1970, in seguito alla forte colonizzazione da parte dell’uomo, l’areale è diventato disgiunto e la regione zoogeografica dove esso giace è al confine tra quella Orientale indiana e quella Paleartica [2] La specie è stata introdotta anche in New Mexico, California, South Africa e Ontario, come animale da trofeo. Nel proprio home range, la catena Himalayana, il suo predatore naturale è il Leopardo delle nevi, che sta tornando dopo un assenza di quasi quaranta anni, a causa della forte e indiscriminata pressione venatoria cui era soggetto. Sebbene siano state istituite numerose aree protette dove è possibile trovare il tahr [6], è praticamente impossibile, data la morfologia del territorio, realizzare un monitoraggio completo della specie per la stima del numero di individui. Le informazioni disponibili riguardano solo alcune popolazioni in aree come il Jawaharlal Nehru Great Himalayan National Park, Srikhand National Park [7] o il Sagarmatha National Park [8, 9] I branchi sono frammentati e isolati e la minaccia principale per questa specie è la perdita di habitat, dovuta sia allo sfruttamento delle risorse naturali da parte dell’uomo, che alla competizione con pecore, capre e yak domestici.

 

  
 

Bibliografia:

1 – Lovari, S. et al. Unpublished data

2 - Schaller, G.B. 1977 Mountain monarchs. University of Chicago Press,

3 - Garratt, K.J. 1981. Sagarmatha National Park Management Plan. HMG/New Zealand C Project. Department of Lands and Survey, New Zealand.

4 - Schaller, G.B. 1973. Observations on Himalayan tahr (Hemitragus jemlahicus). J. Bombay Nat. Hist. Soc. 70, 1-24. Chicago

5 - Forsyth, D. 2000 Habitat selection and coexistence of the Alpine chamois (Rupicapra rupicapra) and Himalayan tahr (Hemitragus jemlahicus) in the eastern Southern Alps, New Zealand.

6 - Green, M.J.B. 1993 Nature reserves of the Himalaya and the mountains of Central Asia. Oxford University Press, New Delhi; IUCN, Gland, Switzerland and Cambridge, UK.

7 - Shackleton, D. 1997 Wild Sheep and Goats and their Relatives. IUCN, Gland, Switzerland.

8 - Boesi R. 2004. Intrasexual selection for coat color in a great mammal: Himalyan tahr (Bovidae: Caprinae). Evolutionistic Biology PhD thesis (Cicle XVII), University of Siena.

9 - Pellizzi, B. 2006 Why are there male Himalayan tahrs Hemitragus jemlahicus with different coat color? Natural Science Degree thesis. University of Siena.

 

 

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